Basilisco Kennel 

...e adesso lasciatemi un po' dilettare sul mio hobby preferito: dare consigli di immagine!
  Indice:
La cura dei capelli d'estate - parte 4
La cura dei capelli d'estate - parte 3
La cura dei capelli d'estate - Parte 2
La cura dei capelli d'estate - Parte 1
Cristina Boutique - Camogli
I pori dilatati del viso
La cura delle ciglia
Il Twin Set
La correzione interna all'occhio
La cura delle mani - parte 3
La cura delle mani - parte 2
La cura delle mani - Lo scrub
Il blush, lo scalpello del viso
Omaggio a dive eterne: Dalida
La cura delle labbra
Sua maestà il fondotinta
Il camaleontico trench
Come far durare il makeup...
My celebrity bags
Correttori
Dai, prova a farti un lifting
Dove siete andate ..., icone di stile?
Il Primer parte 2
Il primer
Il blog si è trasferito su http://basiliscobeauty.blogspot.it !
 
La cura dei capelli d'estate - parte 4

Può capitare che, nonstante tutto, per poter sostenere lo styling o il brushing, i capelli abbiano ancora bisogno di rinforzi.
Anche perchè la maschera intensiva prima dello shampoo non è conveniente farla giornalmente, in tal caso si otterrebbe il risultato opposto, di sfibrare i capelli.
Se abbiamo i capelli spessi, magari lunghi e li asciughiamo energicamente, strofinandoli in un asciugamano, è possibile che sia poi difficile districarli.
E' necessario passare ancora sui capelli una lozione, in genere, che aiuti a districare i capelli senza causare rotture e che sia in grado di proteggere lo stelo dal getto caldo del phon.
Sia che tale prodotto venga nebulizzato sui capelli o distribuito uniformemente su tutta la capigliatura coi palmi delle mani e magari massaggiato anche sulla cute, oppure lasciato solo sulle punte, si comincia sempre col pettinare delicatamente, partendo dalle punte, per salire fino alle radici.
In tal modo tutta la capigliatura dovrebbe risultare al pettine elastica.
Anche in questo caso Kérastase rimane il primo alleato all'avanguardia.











Elixir Ultime: si tratta di uno dei prodotti di ultima generazione e di nuova concezione.
E' un mix di quattro olii: Mais, Argania, Camelia e Pracaxi.
Applicato prima della detersione, la fibra appare nutrita e rigenerata.
Applicato prima dello styling, i capelli risultano morbidi e protetti.
Applicato come tocco finale, i capelli diventano lucidi.
E' un prodotto questo veramente trasversale.
Nectar Thermique da distribuire sui capelli umidi prima dello styling, è un termo-protettore per capelli da secchi a molto secchi.
Crème d'Huile Oléo-Curl è una crema leggera per dar definizione ai capelli grossi e ricci.
Io uso volentieri Fluide Oléo-Relax, un trattamento lisciante e disciplinante per capelli secchi e ribelli.



Revlon Equave 2 Phase è un trattamento bifasico da agitare e nebulizzare sui capelli umidi, riesce ad idratare ottimamente i capelli.






Trovo valido anche Percy & Reed No Oil Oil per capelli spessi.

E' un olio secco da distribuire in quantità moderata sui capelli umidi: la presenza dell'olio di semi di melograno aiuta a contrastare l'effetto crespo, mentre la provitamina B5 dà forza e protezione contro il calore del phon.



Esistono anche prodotti, sopratutto in gel, in grado di inguainare le punte ed evitare o per lo meno prevenire l'increscioso effetto delle doppie punte.



Mi sono ripromessa di provare Michael diCesare d: SNAP, una lozione che promette di contrastare lo sfaldamento delle punte.

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La cura dei capelli d'estate - parte 3

Una volta sciacquato lo shampoo abbondantemente, è possibile aver bisogno del balsamo o della maschera.
Il balsamo, in genere è di consistenza fluida, e serve, in queste circostanze, ad idratare i capelli colle sue sostanze umettanti e a districarli bene prima dello styling.
Ma se i nostri capelli sono veramente bisognosi di nutrizione, il balsamo non è sufficiente, perchè scivola via.
Abbiamo bisogno della maschera di consistenza più corposa, e in grado di saldare meglio le cuticole allo stelo.
Per l'applicazione del balsamo e della maschera si procede allo stesso modo.
A capelli umidi ma non fradici, ne preleviamo una quantità, che dipende dalla composizione del prodotto e dalle esigenze dei capelli, la distribuiamo sulla cute, massaggiandola uniformemente coi polpastrelli.
Poi con un pettine a denti larghi si comincia a districare le radici delicatamente, per non causare rotture, si distribuisce il prodotto lungo tutto lo stelo, fino ad arrivare alle punte.
Se invece vogliamo evitare di nutrire la cute, affinchè le radici non rimangano appesantite, distribuiamo il nostro trattamento solo a poca distanza dalle punte e pettiniamo fino alle punte.
Se i capelli sono lunghi, a questo punto li raccogliamo sulla nuca e li puntiamo con una molletta, e lasciamo agire il prodotto per il tempo da esso richiesto.
Possiamo anche intensificare in maniera casalinga l'azione del trattamento, vestendo una cuffia di plastica.
Alla fine del tempo stabilito, sciacquiamo il tutto con abbondante acqua tiepida, o per chi lo sopporta, fredda, al fine di chiudere bene le cuticole e di donare lucentezza ai capelli.
Anche in questo caso Kérastase è imbattibile nell'offrire trattamenti dopo shampoo in grado di nutrire il capello.












Lait Vital è un trattamento di nutrizione leggera per capelli secchi e sensibilizzati.
Masquintense Capelli Fini è un trattamento intenso per capelli molto secchi, sensibili e fini.
Oléo-Curl Intense è un trattamento intenso per capelli grossi ma ricci.
Personalmente uso Masque Nutri-Thermique, che è un trattamento quotidiano, intenso per capelli molto secchi e grossi.
Masque Oléo-Relax, ottimo durante le esposizioni al sole e alla spiaggia, è una maschera addolcente per capelli secchi e ribelli.

Shu Uemura Moisture Velvet Masque contiene olio di camelia dalla camelia japonica, conosciuta per la sua forza e resistenza a sopravvivere nelle condizioni più estreme a basse temperature.
Tradizionalmente veniva usata dalle geishe, per dare luminosità e lucentezza ai capelli.
Pur dichiarandosi ideale per capelli secchi e avendo un prezzo, a mio parere, esorbitante, io l'ho testata con risultati ben al di sotto delle mie aspettative.



Keratin Complex Infusion Therapy Vanilla Bean Deep Conditioner di Coppola è un trattamento per tutti i tipi di capelli con sfere aromaterapiche riempite di essenza di bacche di vaniglia, che forniscono lucentezza e nutrimento al capello.
Settimanalmente io uso questa maschera, che, oltretutto, lascia sui capelli un gradevole aroma di vaniglia.


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La cura dei capelli d'estate - Parte 2

Una volta lasciata in posa la maschera capillare, e in genere, più la si lascia agire e meglio è, magari anche tutta la notte, è il momento di lavare i capelli.
La scelta di uno shampoo dipende dalla texture del capello, dal suo attuale stato e dall'effetto finale che desideriamo ottenere dopo il brushing.
Se dobbiamo ripristinare la salute di un capello sfruttato o danneggiato dagli agenti atmosferici, è chiaro che useremo uno shampoo ristrutturante.
Ancora una volta Kérastase è il brand che ci offre svariate e validissime soluzioni, rispettando minuziosamente le esigenze di ogni tipologia di capello.

Bain Satin 1 è la detrsione e il nutrimento per i capelli da normali a leggermente secchi.
Bain Satin 2 deterge e nutre i capelli secchi e sensibilizzati.
Bain Oléo-Curl deterge sì i capelli secchi ma ricci e indisciplinati.
Bain Nutri-Thermique è lo shampoo ad alta nutrizione per capelli molto secchi e sensibilizzati.
Io uso volentieri il Bain Oléo-Relax dopo le esposizioni solari, perchè distende la fibra dei capelli grossi, secchi e ribelli.

Voglio provare a breve Ojon Damage Reverse Shampoo, arricchito dall'olio di Ojon, che dovrebbe nutrire i capelli, rendendoli setosi e brillanti e ripararne le cuticole e le doppie punte.


Buoni risultati ho ottenuto col prodotto americano Keratin Complex Smoothing Therapy Keratin Care Shampoo, che fa parte della linea trattante alla cheratina del designer Coppola.
Questa formula con proteina della cheratina agisce come ristrutturante del capello, apportandogli sali minerali fino all'interno e donandogli lucentezza e un corpo sano e forte.



Personalmente non sono molto favorevole agli shampoo in olio, che, reputo, diano pesantezza e appiccicore al capello.



Comunque Michael di Cesare Gold Argan Oil Shampoo a base di olio di Argan, essendo di un brand serio, dovrebbe migliorare la morbidezza e lucentezza dei capelli.


E' utile anche, durante la fase dello shampoo, massaggiare energicamente la cute, premendo coi polpastrelli, affinchè i benefici elementi arrivino a nutrire le radici stesse.
In tal modo riattiviamo la circolazione e rilassiamo la cute, la nutriamo e la manteniamo elastica.
Ma anche la psiche stessa si rilassa e ristora con un semplice shampoo.

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La cura dei capelli d'estate - Parte 1

Noi donne non abbiamo pietà dei nostri capelli: li coloriamo, facciamo i colpi di sole, li arricciamo, li stiriamo, crudeli brushing giornalieri, pittoresche cotonature e poi li esponiamo al sole, al vento, li bagnamo col salino del mare o col cloro della piscina.
Poveri capelli, alla fine dell'estate dovremmo portarli in una SPA specializzata in hair care.
Una soluzione semplice, economica, oserei dire rudimentale, è tenere in casa una pianta di aloe vera, ogni tanto ne recidiamo una foglia carnosa, con un coltello, la apriamo in due lembi, e raschiamo, sempre col coltello, il suo prezioso gel filamentoso, che, oltre ad avere un forte potere idratante e permeabilizzante, è un concentrato di sali minerali.
Questo gel, lasciato agire per qualche ora sui capelli, e poi lavato via con shampoo e balsamo, lascerà i capelli lucidi, forti e morbidi.

Altra ricetta rozza ma efficace per migliorare l'aspetto dei capelli sfibrati, è procurarsi o crearsi a casa, semplicemente raschiando la polpa della noce di cocco, dell'olio di cocco puro al cento per cento.
Lo si spalma dalle punte, procedendo verso la radice, lo si lascia agire il più tempo possibile, magari anche mentre prendiamo il sole.
Una volta lavato via, le punte tenderanno a chiudersi ed i capelli complessivamente diventeranno più morbidi e brillanti.

Naturalmente non tutti i capelli sono trattati o soffrono allo stesso modo, per questo esistono dei prodotti mirati e avanzati.

Una linea leader per la cura dei capelli, in uso anche negli hair salon americani come in quelli europei, è Kérastase.
Ormai sappiamo che, quando ci esponiamo al sole, non solo la pelle va protetta, ma anche i capelli.
E come la pelle può avere protezione alta, media o bassa, così Kérastase presenta: Huile Céleste protezione 1, per proteggere in totale leggerezza, Huile Lactée protezione 2, un olio bifasico, che nutre e disciplina i capelli, Acqua-Seal protezione 3, un olio in crema con effetto waterproof, per proteggere i capelli molto sensibilizzati.



Un altro prodotto validissimo per cicatrizzare le squame sofferenti del capello è Michael di Cesare olio di Argan.
Michael di Cesare, key stylist al Late Show di David Letterman, per anni si è preso cura delle teste delle star e dei personaggi pubblici americani, al punto da vincere come stylist agli Emmy Awards.




Il marchio Ojon fonda tutta la sua filisofia sulla riparazione dei capelli secchi e rovinati.
Alla base dei suoi trattamenti pone un elisir dorato, ricavato dai frutti di una pianta tropicale dell'America Centrale.

E' lo stesso "Popolo dai bei capelli", che vive in queste remote foreste, a produrre questo elisir per sé e per Ojon.

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Cristina Boutique - Camogli

Durante una gita fuori porta sulla Riviera Ligure di levante, nella pittoresca quanto rinomata Camogli durante la sagra della frittura del pesce, sono stata attirata dalla vetrina di un negozio, che fa capolino su una viuzza caratteristica.
In questa vetrina tra abiti di buona fattura classica ed elegante per adulti e bambini, spiccavano i profumi di Annick Goutal.
Io metto il profumo soltanto in rare occasioni, è difficile che me ne piaccia uno, lo devo percepire sulla mia pelle raffinato e molto discreto.





Anni fa, tra le tante proposte alla Galeries Lafayette di Parigi, avevo scelto l'agrumato Eau D'Hadrien di Annick Goutal, che mi lasciava in qualsiasi stagione la fresca sensazione del limone.
Ma direi che in questa fragranza è racchiuso il carattere impetuoso, volitivo e misterioso di Annick Goutal.
Dopo anni trascorsi a studiare musica, Annick Goutal, pianista che prometteva grande talento, si ribellò alla musica e al pianoforte.
In una profumeria di Grasse della Maison Robertet, trovò la sua vera vocazione e la sua capacità rara: il naso.
A questo punto lei stessa affermò "Ho ritrovato tutto ciò che avevo perduto, traslato in un'altra dimensione, ma il senso è lo stesso: note, accordi, tocco, organo".


Tornando al mio incontro colla " Cristina Boutique", pur avendo terminato la mia fragranza e cercandone forse un'altra, ero un pò titubante ad entrare nel negozio.
Purtroppo gli esercenti delle attività della nostra stupenda Riviera non godono fama di cordialità e gentilezza.
Varcata la soglia del negozio, mi sono trovata in una "bomboniera" ricca di fragranze, cosmetici e vestiti, selezionati con cura tra brand di alta qualità.
La signora, a cui mi sono rivolta, e penso fosse la proprietaria, mi ha accolto molto educatamente e gentilmente.
Poi con professionalità e in maniera esaustiva mi ha fatto conoscere tutta la gamma delle fragranze di Annick Goutal.
Visto che volevo cambiare fragranza, ma temevo che non mi soddisfacesse quanto l'Eau d'Hadrien, mi ha aiutato a risolvere le mie perplessità.

E con soddisfazione oggi profumo i miei momenti eccezionali con Annick Goutal Passion.

Ha anche mostrato a me e alla mia amica, che nel mentre mi aveva raggiunta incursiosita, delle vere "chicche" per coccolarsi con un lusso semplice ma sofisticato.
Erano infatti dei sacchetti di tulle bianca con dentro minuscole scarpette da ballerina bianche, per profumare i cassetti.
Erano delle gallette impilate e tenute da nastri di raso dalla golosa fragranza di biscotto alla vaniglia, per profumare la biancheria dei bambini.
Erano immacolati fiocchi di cotone da spargere tra la biancheria a noi più cara ed evanescenti caramelle da sciogliere nell'acqua durante il rituale di un bagno rilassante.
Il tutto mostrato con delicatezza e garbo.
Siamo uscite alla fine, quando ormai gli amici davano segni di irrequietezza per la lunga attesa, piacevolmente meravigliate e catturate da questa visita inaspettata.

Cristina Boutique ha un sito, che potete visitare all'indirizzo http://www.cristinaboutiqueprofumeria.com/

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La cura della pelle: i pori dilatati del viso.

Nei Paesi dell'Europa meridionale è diffusa questa problematica: i pori dilatati sul viso, sopratutto ai lati del naso, sul naso stesso, in minor misura sulla fronte e sul mento.
In realtà questo problema, meramente estetico, si riscontra nelle persone con capelli e occhi scuri e colorito olivastro.
Si tratta di una pelle del viso spessa, robusta, che si abbronza facilmente, nei mesi invernali però assume un colorito verde-grigiastro, non presenta rughe precoci ma, coll'andar del tempo, si segna con profonde linee di espressione e cedimenti delle guance.
Questa pelle chiamata mista, si unge facilmente nella zona T di fronte, naso e mento e per il resto è normale.
Non è particolarmente allergica ai make-up di buona qualità, ma ha un fastidioso difetto.
Vera croce di chi sa di averlo, questo difetto tanto appare ingombrante, quanto più lo si osserva allo specchio.
La pelle sui lati e sopra il naso sembra un paesaggio lunare, tempestato da crateri.
Questi crateri, tra cui un omino potrebbe saltar qua e là, sono i pori dilatati.
Allora non importa come, ma dichiariamo guerra ai pori dilatati.
E' una battaglia, questa, lunga e difficile, alle volte riusciamo a tenerli a bada, ma non possiamo debellarli completamente, perchè fanno parte della struttura di questo tipo di pelle.
E' importante che, chi soffre di questo problema, si rechi all'incirca una volta al mese dall'estetista, per fare la pulizia del viso.
Col vapore e la spremitura meccanica l'estetista riesce a liberare i pori dal sebo in eccesso, e di conseguenza a rendere la grana del viso più liscia e luminosa.

Come cura domiciliare è bene fare lo scrub al viso settimanalmente, colla frequenza indicata dal prodotto che andiamo ad usare.
Ottimo scrub, ad esempio, è Dr Brandt Microdermabrasion della linea Pore No More: un esfoliante a base di micro-cristalli e acido lattico, sufficientemente energico da poterlo usare una sola volta la settimana.
Altra linea cosmetica molto indicata per questo tipo di pelle è Alpha H, a base di acido glicolico, che fonda la sua efficacia proprio sulla esfoliazione.
Alpha H possiede ben due scrub.
Alpha H Gentle Daily Exfoliant ad uso quotidiano, a base di enzimi della frutta ( Ananas e Papaya), e grazie al Bromelain dell'Ananas risulta un blando disinfettante; è una fine polvere, che si aziona con poche gocce d'acqua e rapidamente aiuta la pelle a liberarsi dalle cellule morte.
Alpha H Micro Cleanse è una crema esfoliante un pò più energica, indicata anche per collo e decolleté; dà subito una sensazione di freschezza e pulizia profonda.
Ma ancora prima dello scrub, bisogna scegliere un detergente, delicato ma deciso, in grado di eliminare quella sensazione di pelle oleosa ed impastata, che si può accusare sopratutto a fine giornata, quando la pelle vuole essere liberata dal make-up e dalle scorie, che sembrano legarsi al sebo.

Questo tipo di pelle in genere non sopporta i latti detergenti, né le creme lavanti; vuole una soluzione leggera ma in grado di pulire in profondità, di essere sciacquata abbondantemente, senza lasciare la minima traccia di unto.
Il detergente purificante Dr Brandt Pore No More soddisfa bene tutte queste esigenze.
Sempre validissimo è l'ormai ultra decennale sistema trifasico detergente di Clinique, che lava con Liquid Soap Oily Skin, esfolia colla Clarifing Lotion in questo caso n.3 e riequilibra colla lozione Dramatically Different Moisturizing Lotion in questo caso in gel.
Sempre in campo americano, spesso ma non sempre uso Murad Vitalic Energizing Pomegranate Cleanser, una energica miscela di artemia, che stimola le funzioni delle cellule sane, il melograno antiossidante, per difendere la pelle, l'amamelide che restringe i pori senza seccare la pelle.

Bisogna inoltre, questo tipo di pelle, idratarla mattino e sera, affinchè mantenga la sua elasticità, nutrirla il meno possibile, perchè è già "grassa" di suo, se non nelle parti "normali", che possono seccarsi.
Tuttavia non è semplice trovare un idratante, che si assorba e non lasci traccia su questo tipo di pelle, che, oltretutto, rischia di macchiarsi, se esposta al sole, che pure lei ama tanto.
Mettiamo dunque uno schermo solare sotto tutti gli idratanti, se essi non lo contengono già di loro.
A me piace Ultrasun SPF 30 Face, che non contiene olii, si assorbe velocemente e non rovina l'effetto opacizzante del mio idratante.
Dr Brandt Pore No More Refiner è una lozione con microsfere e semi di lino, che rende i pori meno visibili, opacizza e di conseguenza serve anche come base per il make-up, è indicatissimo per l'estate.
Se al mattino mi vedo sul viso quel brutto colore grigio-verde, metto sotto la base del trucco Super First Blush, un siero avanzato a base di carotene ed estratto di melone, che dona un velo di rosa illuminante alla pelle e ha un effetto astringente nello stesso tempo.
Oppure applico direttamente e solamente Super Sun Kissed, un idratante colorato, che mi funge anche da fondotinta ed evita alla pelle di asfissiare sotto chili di creme.

Ottime e innumerevoli sono anche i trattamenti e le maschere astringenti e purificanti, che si possono applicare, magari qualche minuto prima di entrare in doccia o nella vasca da bagno.
Personalmente non amo le argille, che in genere lasciano gli odiati pori come sono ma seccano la pelle.
Mi avvalgo della maschera Herborist T'ai Chi, proveniente dalla sapienza millenaria dell'Impero del Sol Levante e dei suoi rituali di bellezza.
E' un trattamento due in uno: la maschera nera è in grado di pulire in profondità, grazie alla peonia rossa; la maschera bianca lenisce, ammorbidisce, dà luminosità alla pelle, grazie alla peonia bianca.
Dr Brandt Detoxygen Experience, è anch'esso un trattamento composto da due fasi: una maschera schiumosa contenente sfere di ossigeno, che vanno ad ossigenare questo tipo di pelle, spesso asfittica; una crema concentrata detossificante, che prolunga l'azione della schiuma.


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La cura delle ciglia

Belle, scure, lunghe, lunghissime e folte: ecco come noi donne desideriamo le ciglia.
Sono il sipario dei nostri occhi, hanno la funzione importantissima di difendere i nostri occhi da tutti gli agenti esterni, che potrebbero offenderle.
Le ciglia sono una delle armi più potenti di seduzione e di fascino della donna, senza considerare che due bei paia di ciglia danno profondità e mistero anche all'occhio dell'uomo.
Trovo quindi che l'esigenza di curare ed abbellire le ciglia sia un diritto-dovere dall'alba della civiltà.
E' inutile dire che, secondo me, puntare sul make up delle ciglia, sia una strategia ultravincente.
Primo atto, per avere ciglia sane e lucide e, di conseguenza, belle, è la loro pulizia meticolosa e quotidiana.
Per struccare le ciglia dal mascara, è bene usare una soluzione struccante delicata ma decisa, come quella bifasica oleosa per il mascara waterproof.
Si comprime delicatamente su un occhio un dischetto di cotone intriso della soluzione struccante, si lascia agire qualche attimo e poi, sempre delicatamente, si striscia il dischetto verso il basso.
Quest'atto va ripetuto, sempre con dischetti puliti da una passata all'altra, anche due o tre volte, finchè le ciglia si liberano completamente dai residui di trucco.
A questo punto, coll'aiuto del detergente per il viso, si risciacquano abbondantemente gli occhi con acqua tiepida.

Sia che già le abbiamo così naturalmente oppure no, vogliamo le ciglia sempre più lunghe e forti.
E' quasi inutile prenderci in giro colle ciglia finte, tanto una volta tolta tale protesi, saremo sempre al punto di partenza.
Meglio tenerci quelle che abbiamo e curarle con un balsamo per ciglia.
RevitaLash è uno dei prodotti di bellezza, da cui ho ricevuto più benefici.
Questo balsamo è stato sviluppato da un medico premuroso nei confronti della moglie, le cui ciglia erano diventate rade, sottili e fragili, in seguito a delle cure.
Visti i risultati sulla moglie, questo medico elaborò con una equipe cosmetologica il suo marchio.
Personalmente uso questo balsamo da più di un mese, non riesco a staccarmene, perchè mi piace che le mie ciglia naturali abbiano l'aspetto di ciglia finte, a tal punto che la mia estetista un giorno mi ha chiesto se avevo fatto qualche trattamento di estensione alle ciglia.



Esiste anche un mascara bifasico di Ojion, un marchio estremamente serio per la ristrutturazione dei capelli.
Questo mascara nella prima fase idrata le ciglia per renderle più forti e luminose, mentre nella seconda fase, grazie ad un particolare scovolino, dà loro corpo, volume e lunghezza.

Il mascara è un attrezzo da make up estremamente serio e complicato, ma di sicuro impatto.
Basta una passata di mascara per truccare gli occhi ed enfatizzare lo sguardo.
Cosa importantissima è che il mascara costituisce un attrezzo strettamente personale, non va mai usato o ceduto ad altre persone.

Lo scovolino durante l'estrazione dall'astuccio e quando lo si ripone, non va tirato o spinto dentro, ma va fatto roteare lentamente, in maniera che non alzi una dose eccessiva di tintura e non spinga all'interno dell'astuccio aria, che andrebbe a far seccare velocemente la tintura.
Il mascara, comunque, non ha vita lunga, va sostituito abbastanza spesso, anche per evitare la proliferazione di batteri sullo scovolino.
Il mascara nero è un classico e, se ben steso, dà profondità allo sguardo, enfatizzandolo più che con qualsiasi ombretto.
Il mascara marrone dà naturalezza e freschezza allo sguardo, è meno impegnativo e teatrale del nero.
A me piace stendere sulle ciglia superiori un mascara nero alla radice, blu sulle estremità, stendo poi sulle intere ciglia inferiori una leggera passata di mascara blu, per aprire l'occhio e dargli luce.

A tale proposito mi viene in aiuto il Volumizing Accents mascara di Mally, molto pratico, con doppia punta, di due colori differenti, per evidenziare il bianco dell'occhio e renderlo più vivo e riposato.


Se abbiamo tempo da spendere per il nostro make up, è utile usare il piegaciglia.
Prendiamo delicatamente le ciglia, prima di stendere il mascara o anche dopo, tra le due "chele" del piegaciglia, e, sempre con massima delicatezza, le tiriamo all'insù, così da ottenere una deliziosa curva, che fa molto occhio da cerbiatta.
Tra i make up artist, il più celebre ed amato piegaciglia è senz'altro quello di Shu Uemura.



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Il Twin Set

Se è vero che il moderno abito femminile, da Madame Chanel in poi, è una reinterpretazione dell'abito maschile, tanto più valida mi sembra questa teoria per quanto riguarda il twin set.
Se apriamo un maglione sul davanti e lo muniamo di asole e bottoni per poterlo anche chiudere, lo possiamo sostituire ad una giacca.
Se sotto questo maglione, ne mettiamo uno più leggero, quest'ultimo può sostituire la camicia.
Ecco fatto il twin set, il famoso coordinato composto da due capi tradizionalmente in maglia o cashmere, dello stesso colore e dello stesso filato.
Esso è composto sopra da un golfino con asole e bottoni, da tener aperto per mostrare i gioielli, sotto da una maglietta quasi sempre con maniche corte.
Il filato impiegato in questo capo di solito è sottile e lavorato in maglia rasa, per non creare troppo spessore e i toni dei colori impiegati sono tenui o pastello, per non creare macchia.
L'ha inventato nel 1934 Otto Weisz, che non era un fashion designer, piuttosto un occhialuto chimico tedesco. Tuttavia questo signore col twin set divenne il primo stilista della Pringle of Scotland, un'azienda che, fondata nel 1815, inizialmente produceva solo calzetteria e biancheria intima e nel 1870 iniziò la produzione del cashmere.



A questo punto divenne un'azienda estremamente ricercata tra le celebrities.
Il twin set negli anni '50 veniva indossato dall'elegantissima Adrey Hepburn e dalla regale Grace Kelly nonchè dalla spumeggiante Marylin Monroe.






Negli anni '40 e '50 il twin set era pensato e riferito per donne conservatrici e di classi medio alta e alta.


In seguito divenne abbigliamento da lavoro, molto usato da segretarie o insegnanti e da tutte quelle donne che dovevano essere al lavoro essenziali, rigorose ma non eccessivamente formali o carismatiche.
Presentò subito il suo carattere di praticità, bastando una gonna ed un paio di calze da unirgli, per sentirsi perfettamente vestite e a posto tutta la giornata, con oltretutto il confort di un capo che non tira o costringe ma è in grado di riparare dagli sbalzi di temperatura e dagli sbalzi di umore del capo.





Oggi lo indossa l'algida Nicole Kidman, l'aggressiva Sharon Stone e la pop star Madonna.
Dopo ben settant'anni nel guardaroba delle donne, il twin set è ormai un capo intramontabile, sempre uguale a se stesso, eppure sempre in grado di essere modificato, attualizzato, fino a diventare un capo casual da portare coi jeans.
Senza arrivare a degli estremi di interpretazione, che sfiorano il cattivo gusto, deformando lo spirito stesso con cui è nato il twin set, come l'accostare i due capi di colori differenti o sbrindellarlo, rimane a tutt'oggi un capo generoso, trasversale per situazioni ed età. Ma attenzione: il twin set è e rimarrà un capo sofisticato, che rende bene solo su una donna, che lo indossa con stile e raffinatezza.

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La correzione interna all'occhio

Nel Make up non solo si può correggere la zona perioculare esterna dalle imperfezioni e dalle rughette e linee di espressione, ma si può fare molto anche all'interno dell'occhio.
La correzione all'interno dell'occhio non si opera, in genere, col correttore delle occhiaie, ma con matite morbide, colorate, ammesso, però, che non abbiamo l'occhio talmente delicato da non sopportare la mina della matita sulle rime palpebrali.
In genere le rime palpebrali vanno abituate a poco a poco alla matita.
Cosa essenziale è che la matita sia di ottima qualità, che sia abbastanza morbida, ma non al punto di sfaldarsi; comunque è sempre bene prima testarla.
Altra cosa importante è che la matita, come in genere tutti i componenti del make up, che usiamo, siano strettamente personali e tenuti colla massima igiene.
Non userei mai all'interno dell'occhio pennellini o pennini da eye liner.
Forse, oltretutto, è anche bene usare la correzione all'interno dell'occhio non quotidianamente, ma riservarla per le occasioni speciali.
Anche se, fatta bene, io la trovo molto bella e di grande impatto.

Per dar luce ad un occhio scuro, si può tracciare lungo la rima palpebrale inferiore una leggera riga, aderente alle ciglia inferiori, con una matita di color bronzo. Per infoltire le ciglia superiori, si può tracciare, con una matita nera, all'interno della rima palpebrale superiore, dei puntini tra la radice di una ciglia e l'altra, ma in maniera continuativa.
La stessa cosa si può fare alla rima palpebrale interna inferiore, se si vogliono infoltire le ciglia inferiori. Per dar luce all'occhio, vale la pena tracciare, all'interno della rima palpebrale inferiore, una linea, sempre aderente alla radice delle ciglia, con una matita di un bel verde smeraldo, e unirla, lungo la coda dell'occhio, ad una riga nera,che andremo a tracciare lungo la parte esterna delle ciglia superiori. Se si vuole dare profondità all'occhio, si può fare la stessa operazione descritta sopra, solo che, al posto della matita verde, usiamo una matita blu profondo ma brillante, e la riga nera superiore può essere sostituita con una riga colore blu navy.
Sconsiglio di usare matite dal colore oro, carne o marrone chiaro, perchè danno l'effetto di rime palpebrali depigmentate.









Per ottenere queste correzioni, io uso le matite di Mally, perchè sono morbide, durevoli anche tutta la giornata in una zona così umida e facili da stendere.














Lo stesso effetto soddisfacente ho ottenuto con gli eyeliner retraibili di Laura Geller, ai quali appartengono bei colori come blu navy, blu indaco e marrone brillante.







Dure e un pò faticose da applicare, trovo invece le matite di Jemma Kidd e anche i colori non mi soddisfano pienamente.
A presto testerò il correttore i-open di New Cid Cosmetics, che, da un lato, ha una punta a matita, proprio da utilizzare sulle palpebre all'interno dell'occhio, per ingrandirlo e dargli luce.
Anche bareMinerals ha eyeliner morbidi e dalla punta arrotondata, che possono servire bene ad ottenere questi effetti senza offendere l'occhio.

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La cura delle mani - parte 3

Non vedo l'ora di testare gli infusi di Perfect Formula, adatti a tutte le problematiche dell'unghia e del contorno ungueale, prodotti molto quotati di una ditta americana, che crea la maggior parte degli smalti più diffusi nel mondo.
Se vogliamo la superficie delle unghie liscie e forti, allora dobbiamo rivolgerci sempre a Leighton Danny col suo trattamento Bio Build, che sfrutta una sostanza impiegata nella ricostruzione delle ossa.
Lo smalto non va mai steso sulla nuda unghia, altrimenti macchierà inesorabilmente la superficie.
Va sempre usata una buona base, che permealizza la nostra unghia.
Se si vuole che il nostro smalto duri giorni e rimanga brillante, bisogna sigillarlo con un top coat, che in alcuni brand funge anche da base.



Cosa essenziale è anche massaggiare una buona crema sulle mani, almeno al mattino e alla sera e, se siamo pazienti, andare a dormire col nostro impacco sotto un paio di guanti di cotone.
Portare la crema in borsa durante il giorno, mi sembra inutile e scomodo, in quanto, durante la frenetica giornata, nessuno ha tempo o voglia di incremarsi le mani.
Ma la sera, massaggiarsi per un pò le mani, è un atto rilassante.
Neutrogena, come prodotto da grande distribuzione, è valido e in grado di avvolgere la mano in una pellicola, che la protegge.


Una vera coccola per le mani è la Leighton Danny Illuminating Hand Cream, una crema mani che illumina la cute e ne copre le imperfezioni.

E' però inutile utilizzare una buona crema, se laviamo le mani con detergenti aggressivi.
Meglio usare quotidianamente un detergente biologico.





Trattamenti particolarmente raffinati sono i detergenti per le mani di Elemis della linea SP@ Home.
Revitalise-Me Hand Wash è un infuso con una fragranza di timo e mandarino che, lavando delicatamente le mani, le rivitalizza, esiste anche la lozione per le mani coordinata.
Elemis Wild Lavander Hand Wash è un soffice detergente a base di olio essenziale di lavanda, con estratti di oliva e proteine del latte, anch'esso con la lozione mani coordinata.


SBC è una linea professionale britannica per le SPA che, tra le tante soluzioni per il corpo, presenta Collagen Hand Wash, un detergente a base di collagene marino, che idrata le mani e le prepara per la lozione coordinata.
Goloso è il detergente per le mani di SBC ai frutti di bosco, che idrata, nutre, dà lucentezza e profuma delicatamente la pelle delle mani.






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La cura delle mani - parte 2

Una volta eliminate le pellicine morte dalle dita, bisogna sempre idratare e nutrire le mani, senza dimenticarsi di mettere uno schermo solare sul dorso, specialmente quando d'estate ci esponiamo.
Trovo che un solare valido sia Ultrasun SPF 30 Face che, oltre il viso, protegge anche le mani.
Senz'altro ottima è Best Defence di Leighton Danny, crema che chiude ogni suo trattamento e lascia sempre quel delicato profumo di limone.
Una crema risolutiva per mani e cuticole sempre dal profumo di limone è Age Delay Hand e Cuticle Care di Alpha H, un vero trattamento mani anti età a base di acido glicolico.
Io alterno questa crema con Avoplex di OPI.
Ma quando applico Age Dalay, aggiungo ad essa sei o sette gocce di Alpha H Age Delay Oil.
Quest'ultima è una miscela di olii vegetali, come estratto di carote, rosa canina, calendula, germe di grano, camomilla e lavanda, oltre che vitamine e minerali, per rendere ancora più efficace l'azione nutriente della crema.
Ma delle mani fanno parte anche la zona periungueale e le unghie, che non vanno solo verniciate o ricostruite, ammesso che lo si voglia fare, ma vanno curate meticolosamente.
Oltre a considerare che questi abbellimenti, fatti in maniera continua e indiscriminata, non sono alleati della salute delle unghie e delle dita.
In linea generale, dopo aver accorciato le unghie con un tronchesino professionale, vanno limate con una lima, che non deve essere né di metallo né di cartone.
La migliore è la lima di cristallo, che non sfalda l'unghia, ma mentre lima, la sigilla.
Buona è la lima di cristallo di Le Ric e ottima quella di Leighton Danny, che polverizza delicatamente l'unghia durante lo sfregamento con essa.
E' sempre bene pulire la superficie dell'unghia dai residui di sporco e di grasso, che si depositano sopra, con un solvente molto delicato.
Perfetto è il solvente di Leighton Danny, che non aggredisce l'unghia, ma la idrata, conferendole un buon profumo di olii essenziali.
Una volta la settimana con il lato ruvido di un buon buffer facciamo un leggero peeling all'unghia, e col lato lucido e morbido andiamo a lucidarla; in tal modo essa apparirà sana e luminosa, come se avessimo dato uno smalto trasparente.
Prima di procedere a smaltare l'unghia, ammesso che ci piaccia l'unghia smaltata, dobbiamo prenderci cura delle cuticole, che spesso sono secche e dure e rappresentano un vero fastidio, che ci induce a morderle, per eliminarle, e a creare delle infezioni alle dita.
Per questo dobbiamo sempre usare un trattamento anticuticole e tagliare solo quelle che danno più fastidio.
Come al solito Leighton Danny ha trattamenti efficaci a riguardo.
Slick Tips è un mix di olii essenziali per ammorbidire le cuticole secche.
Remove and Rectify è una lozione azzurrina che, contenendo acido glicolico, favorisce la rimozione delle cuticole.
Hoof Stick è il relativo bastoncino per spingere ed eliminare le cuticole.
Esiste sempre dello stesso brand anche Cuti Lips Balsamo dal fresco sapore di mentolo, per proteggere le labbra ed ammorbidire le cuticole.
Hydra Flex di Leighton Danny è un trattamento che uso spesso per rendere le unghie più resistenti e per ammorbidire le cuticole.
Il siero idratante di questo trattamento può essere applicato anche sullo smalto.
Ma la lozione, che fa parte del trattamento e sigilla il siero idratante, può fungere da top coat e, una volta stesa, lascia l'unghia brillante e dal colorito sano; a me piace più dello smalto.
OPI ha creato Avoplex Cuticle Oil to Go, un olio per idratare le cuticole dal packaging molto pratico ma, secondo me, meno risolutivo dei trattamenti di Leighton Danny.
Oltretutto quest'olio non ha la profumazione data dal mix di olii essenziali rinfrescanti e disinfettanti, che a me piace tanto nel brand britannico.


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La cura delle mani - Lo scrub

La parte più esposta, usata, minacciata sia da agenti esterni che da interni, quale la vecchiaia, è la pelle delle mani.
Le nostre mani, durante il giorno, non stanno mai ferme e sono sempre in attrito con qualcosa.
La pelle più sottile e delicata è quella del dorso delle mani, molto simile a quella del contorno occhi.
A differenza di quella dei palmi, che è più spessa, la pelle del dorso presenta un solo strato corneo.
Oltretutto il dorso della mano è una zona cutanea costantemente esposta alle radiazioni solari.
Ci laviamo le mani molto spesso e il più delle volte con detergenti aggressivi e poco validi.
Le mani addirittura invecchiano prima del viso, perchè sono meno curate e non soggette a make up.
Inoltre le mani hanno una strana sudorazione: di notte non sudano, a differenza delle altre parti del corpo, che risentono, invece, degli aumenti di calore.
Di contro, indipendentemente dalla temperatura esterna, il palmo delle mani può aumentare vertiginosamente la sudorazione in presenza di condizioni di stress o ansia.
Anche le linee del palmo, che non sono altro che grinze, aumentano con l'invecchiamento.
Le unghie, così importanti nell'estetica della donna, tanto che la cosmesi e la cura, che le riguardano, sono oggi una delle maggiori fette di mercato per le aziende del settore, sono in verità molto vulnerabili.
Infezioni, discromie, infiammazioni e fragilità del tessuto ungueale sono sempre in agguato.
La prevenzione basilare è di proteggere le mani con guanti di pelle o di lana durante i mesi invernali, quando la temperatura si abbassa o il vento aggredisce.
Durante i lavori domestici è essenziale proteggerle con guanti di gomma, scelti accuratamente, perché anche la qualità e la fattura del guanto interferiscono colla salute della cute delle mani.

E' bene fare uno scrub alle mani una volta la settimana, e anche lì è importante scegliere bene il tipo di scrub.
Lo scrub di Le Ric, azienda austriaca di lusso, che opera nel settore delle SPA anche a Dubay,pur avendo aromi piacevoli e ricercati, mi sembra un pò troppo aggressivo per le mani.
Anche lo Scrub del Giardiniere di Le Couvent Des Minimes, azienda francese dell'alta Provenza, è aggressivo, da fare tutte le settimane.

Preferisco Intensive Repair Mask di TNS con latte di grano, vitamine E e F e Allantoina, con funzioni emollienti e lenitive e il piacevole profumo di frutti di bosco.



Ma il mio must è Diamond Skin Like Silk del guru britannico delle mani: Leighton Danny.
E' una pasta granulosa, ne basta pochissima da massaggiare accuratamente sulle pellicine e sull'intera mano, da inumidire e massaggiare ancora, finchè forma una leggera schiuma e da risciacquare abbondantemente.
Dopo questo trattamento, massaggio le mani coll'olio sempre della stessa linea, un mix di olii essenziali dal profumo piacevole e delicato di limone, poi metto i guanti di cotone e magari li lascio durante la notte, al mattino la pelle rimane liscia e profumata.



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Il blush, lo scalpello del viso

Il blush o fard, che dir si voglia, ha una funzione particolare nel make up del viso.
Oserei dire che il blush ha una funzione tridimensionale, perchè serve a scolpire i nostri zigomi e a porli in una posizione più gradevole, ci conferisce un effetto bon nime, che piace a tutte le donne.
Vi lascio alla lettura dei vari manuali sul make up, per imparare a porre il blush in modo corretto, a secondo che abbiamo un viso rotondo, quadrato, lungo ecc.
Io adotto un metodo molto più semplice: sorrido allo specchio e, dove si pongono le "meline" degli zigomi, lì metto il blush.
Abbozzo col pennello del fard un triangolo.
Per un effetto lifting, allungo l'angolo superiore del triangolo, sfumando fino alle tempie, e tiro leggermente l'angolo inferiore fin alla fine dell'osso dello zigomo, mantenendomi aderente all'attaccatura dei capelli; in tal modo ridisegno i contorni del volto.
Sfumo poi il lato del triangolo, parallelo al contorno occhi inferiore, con un evidenziatore, per far leggermente luccicare la parte superiore dello zigomo e di conseguenza per dare l'effetto di zigomo più alto e viso più luminoso e riposato.
E' ormai decaduta l'argomentazione che il blush in polvere serve alle pelli più oleose e quello in pasta alle pelli più secche.
Oggi i blush delle migliori marche, sopratutto professionali, hanno raggiunto composizioni soddisfacenti sia in polvere che in pasta, a secondo dell'effetto che si vuole raggiungere, del make up da giorno o da sera e dalla stagione.


Uno dei miei blush giornalieri è Sculpt Diva di Fusion Beauty nel colore Crave.
Si tratta di un blush di tessitura crema-polvere, leggera, setosa, dalla finitura trasparente e modulabile.
Si stende facilmente, dà un effetto naturale di salute, rende bene i volumi del viso ed attenua i pori in evedenza.
Fa parte di una gamma di prodotti di make up innovativi e performanti, che hanno anche caratteristica di cura.


Se abbiamo bisogno di un make up da sera o da red carpet, allora dobbiamo sbizzarrirci colla vasta gamma di fard Nars.
Questi blush in polvere sono uno più bello dell'altro, i più famosi sono Orgasm e Super Orgasm, il primo è vincitore del premio della recensione In Style, come il miglior prodotto venduto nel 2012.
Sono in effetti polveri soffici, lucenti, dall'effetto naturale o glamour, a secondo dell'intensità data, e si possono anche mischiare tra di loro.
Anche gli stick multiuso di Nars funzionano bene da blush, sia da soli per un forte effetto setoso e lucido, sia con i fard in polvere, per enfatizzarne il colore e l'effetto.
Sono però un pò impegnativi da stendere e da lavorare sulla pelle.


Fanno parte dei miei preferiti i blush cotti di Laura Geller, belli, dal sicuro effetto radioso, dalle tante sfumature, che ben si adattano all'incarnato, con incorporate pagliuzze dorate, e sono pratici, perchè facili e veloci da stendere.
Raccogliendo i pigmenti con un pennellino da occhi, si trasformano in ombretti.
Si usano normalmente da asciutti, ma da bagnati enfatizzano il colore e l'effetto.
Simpatico da usare è anche Air Wipped Blush di Laura Geller, un fard dalla consistenza cremosa, leggera come l'aria, ma ottima d'estate per lasciare la pelle morbida e dall'effetto naturale.

Come non citare i blush di Mally, prevalentemente di un rosa goloso e brillante, strategici durante i viaggi anche in aereo, perchè durano tutto il giorno e ben si sposano con i vivaci gloss dello stesso brand.
Adorabile è il Mally Beauty Color Blush, una crema incolore in tubo, ma ricca di pigmenti attivi, che agiscono a contatto colla pelle e donano una sfumatura rosa personalizzata, molto fresca e dall'aspetto spontaneo.

Non finirei di parlare dei blush di Mally, ed ecco il suo Mally's Baby fard con rossetto liquido coordinato, di un colore ben riuscito rosa pesca con un tocco di luminosità dorata, pronto per dare un effetto scintillante al viso.

Mi sono ripromessa di testare a breve i-blossom di New Cid, un fard luminoso e setoso, pratico perchè con spugnetta a stampo incorporata nel pack e di una raffinata nuance rosa.
Dello stesso quotato brand britannico voglio provare i-shimmer, un illuminante con pennello incorporato nel pack, che mi sembra un valido prodotto per sottolineare la parte superiore degli zigomi e dar loro più volume.
Ho anche già nel cassetto da provare il duo satin Blush e Loose Shimmer in Warm Rose, questa volta dell'americano brand Smashbox, anch'esso un blush per definire gli zigomi e la polvere illuminante, per me complementari.
Ma l'estate ormai incombe e coll'abbronzatura il fard non rende più, meglio che lasci il posto alle terre e prodotti equivalenti.

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Omaggio a dive eterne: Dalida

Doveva essere bella ed elegante, quando la trovarono addormentata per sempre nella sua casa di Montmartre a Parigi, Iolanda Gigliotti, in arte Dalidà.
Come molte altre ragazze voleva sfondare nel mondo dello spettacolo, e lei di talento e di determinazione doveva averne in abbondanza.
Non avendo mai viaggiato, sola, partì da Alessandria d'Egitto per raggiungere Parigi.
Dopo pochi duri anni, conquistò il consenso del pubblico francese con "Bambino", che lei cantava con accento italiano, essendo essa stessa di origine italiana.
A poco a poco il suo fisico mediterraneo con capelli corvini, lasciò il posto ad una Dalidà bionda, raffinata e sofisticata.
Negli anni ' 60 era spesso presente anche nella TV italiana, dove vinse gare canore.
Popolari furono le sue canzoni in versione italiana e ancora oggi Dalidà da noi viene associata al nome di Luigi Tenco e alla di lui tragedia durante il Festival di San Remo nel 1967.
Perchè pochi anni dopo in Italia venne intenzionalmente evitata?
In verità Dalidà stessa dette in una intervista una risposta, che sarebbe indegno riportare.
Eppure scommetterei che, ancora oggi, molti ricordano la sua interpretazione di "Ciao Amore Ciao" con un vestito lungo, scuro, molto accollato, guarnito solo da un colletto di pizzo, stile collegiale.
Solo un mese dopo il suicidio di Tenco, anch'essa tentò di uccidersi, ingerendo barbiturici in una camera di hotel a Parigi.
Davvero pensava in tal modo di raggiungere Tenco?
Si salvò, dopo giorni di coma, continuò la sua vita, la sua carriera, il legame col suo amato pubblico.
E' ormai quasi eterea durante le sue interpretazioni internazionali, in una lunga veste bianca, nella mancanza totale di gioielli e col viso quasi senza trucco.
Alle volte sembra anche troppo legata nei movimenti in quella sua lunga tunica bianca, che però rende slanciato e maestoso il suo flessuoso fisico.
La sua gestualità durante gli spettacoli è molto importante, è come un ponte che le permette di toccare il pubblico.
Sembra che la sua carriera, la gente che la ascolta, la applaude, la osanna, siano tutto per lei.
Allora perchè si innamora puntualmente di uomini deboli, problematici, che alla fin fine non sono in grado di renderla felice?
Su una spiaggia di Mentone incontrai una persona che l'aveva conosciuta personalmente, e la pregai che mi parlasse di lei.
Richard Chanfray, che si faceva chiamare il Conte di Saint Germain, e diceva di saper trasformare le cose in oro e di essere immortale, non era un uomo affidabile.
Arrivava a tradirla nella sua stessa casa, quando Dalidà era assente, e le sottraeva del denaro.
Dalidà era in fondo una donna sola, invidiata, criticata, incompresa dai suoi familiari, abbandonata nella sua dimora, nonostante si conoscesse la sua depressione sempre in agguato.
Ma era un male psichico o un eccesso di sensibilità?
Fatto sta che nel terzo periodo della sua vita, quando ormai è una diva consacrata nell'Olimpya di Parigi, rende il suo look più sfarzoso, oserei dire soffocante.
Il suo fisico dimagrisce sempre più, i lineamenti del suo viso si tirano e il luccichio negli occhi va spegnendosi.
Nei tempi precedenti portava vestiti eleganti ma essenziali, che Azzarro creava, per mettere in evidenza il suo bel fisico affusolato, adesso sembra nascondersi dentro vesti eccessivamente sfarzose e drappeggiate, coperte di lustrini e pallettes.
La sua pettinatura è più gonfia, porta grossi orecchini che francamente non le donano.
Il trucco si accentua.
Nel suo ultimo film "Le sixième jour", dove impersona una vecchia egiziana, raccoglie i suoi magnifici capelli sotto un velo nero, e sembra che di questo lei non fosse contenta.
All'ultima riunione coi suoi fans è magrissima, quasi sparisce sotto un grosso basco, che porta in testa.
Forse vuole a poco a poco nascondersi, divedersi da tutti.
Perchè?
Eppure è conscia di essere riuscita nella sua carriera, lo afferma più volte con orgoglio nelle interviste.
Le manca una famiglia vera e propria.
Le mancano marito e figli.
In una intervista afferma questo, ma il suo stile di vita è sempre stato il contrario di tutto ciò.
Ha senz'altro amici che la adorano: perchè non sono riusciti a salvarla?
Dalidà pensa al suo progetto,al suo ultimo progetto, senza farsene accorgere; questa volta deve riuscire.
E' questa debolezza, stanchezza dell'esistenza o presunzione di voler decidere la propria fine?
Nelle ultime interviste elenca i suoi prossimi appuntamenti artistici, ma forse non ci crede più.
Fatto sta che nel maggio del 1987 decide di andarsene in punta di piedi, nel suo letto, in un elegante pigiama bianco e contornata dai suoi lunghi capelli biondi.
Sa che i più ne saranno addolorati e non riusciranno a capire il perchè, quel perchè che anche a lei forse era sfuggito.
Per questo in un biglietto domanda loro perdono.
Lascia dietro di sè quel patrimonio ricchissimo di canzoni ed interpretazioni ancora oggi internazionalmente insuperati.
Il tutto rimane un enigma insolubile: Iolanda Gigliotti o Dalidà?

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La cura delle labbra

Le labbra sono un punto del viso su cui bisogna focalizzare la nostra attenzione, specialmente se siamo donne.
Purtroppo, col passare del tempo e a causa degli agenti atmosferici o soltanto di cosmetici sbagliati, tendono ad avvizzirsi.
Di conseguenza attorno alle labbra si forma un reticolo di rughe e rughette, che si accentuano quando muoviamo le labbra.
E' salutare dunque oltre che essere un gesto a favore della nostra estetica, prendersene cura.
Innanzitutto consiglio un delicato scrub sulle labbra, all'inizio da fare spesso e in seguito è sufficiente farlo una volta ogni una o due settimane o secondo le proprie esigenze.
I trattamenti più efficaci ma delicati, che ho testato, sono due.

Shizen Lip Care Program è un trattamento labbra giapponese pluripremiato, ideato da Simone Wyndham, che per caso vinse un corso di aromaterapia ad un programma radiofonico.
Essa impiegò ben cinque anni per ideare questo trattamento per labbra secche e irritate.
Volle fare un trattamento assolutamente naturale, senza olii minerali, fosfati di petrolio, parabeni, fragranze artificiali o coloranti.
Questo trattamento è composto da uno scrub, un siero idratante e un gloss condizionatore con ingredienti come burro di karitè, vitamina E, Backbousia Citriodora, un olio essenziale ricavato in Australia, ma non ancora omologato; penso sia per questo che in Europa è difficile trovarlo.

Lip Strip Cooling Sugar Scrub è lo scrub per labbra di Laura Geller: una deliziosa crema con noce brasiliana e menta piperita, che rinfresca le labbra e le rende immediatamente più turgide.
Un buon trattamento idratante e anti-aging per labbra è Ageless Lip Line Filler di Prai, che attenua istantaneamente e abbastanza durevolmente le linee che si formano attorno alle labbra., il limite della confezione è che dura poco ed è poco pratica.
Quando mi espongo al sole, non mi dimentico di schermare le mie labbra, magari con Ultralip SPF 15 di Ultrasun, un solare per labbra e contorno occhi tecnico, creato da un serio marchio svizzero.

Da una miscela di alghe marine, il Toricelumn, deriva Re-Inforce di Elizabeth Grant, un morbido siero rosa, che metto sulle labbra e sul contorno occhi mattino e sera, per renderli più lisci e idratati durante il periodo estivo.

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Sua maestà il fondotinta

Parliamo ora del prodotto make-up sovrano, il più importante, perchè si può paragonare alla tela in cui un pittore compirà la sua opera: il fondotinta.
Come la qualità della tela è importante per mettere in evidenza il disegno e il colore, così un buon fondotinta, che uniformi e dia
luminosità all'incarnato del viso, è essenziale per il risultato finale del trucco, qualunque esso sia, da giorno o da sera, semplice e
fatto velocemente o molto elaborato.
La scelta del fondotinta deve essere fatto dunque con molta cura.
Secondo me è inutile testare la tonalità del colore sul dorso della mano o sotto il polso, perchè sulla pelle del viso, differente e più
critica di quella del braccio, avrà tutt'altra resa.
Inoltre molto importante è vagliare la consistenza del fondo a secondo del tipo della nostra pelle, dello stile di vita, della stagione,
del tempo meteorologico e dell'ambiente in cui soggiorniamo.
E' difficile ad esempio decidere quale tipo di fondotinta mettere nelle mezze stagioni, quando il tempo è variabile e sono presenti
precipitazioni e umidità.
Anche se abbiamo il tipo di pelle secca o il viso segnato dall'età, o la pelle mista e i pori dilatati, direi che in primavera è bene
abbandonare il fondo molto consistente, cremoso, che ci ha accompagnato durante i mesi freddi.
Abbiamo bisogno di alleggerire anche il make-up, renderlo naturale il più possibile e percettibile solo nella sua trasparenza e luminosità
; il che non vuol dire meno curato.
Proviamo un fondo in polvere, da stendere col pennellone o con il pennello kabuki, per non appesantire i lineamenti del viso, ma poter
insistere sulle zone con imperfezioni.
Se vogliamo un fondo leggero e che nello stesso tempo faccia del bene alla pelle, la nostra scelta può andare su Bare Minerals, nelle sue versioni Original per pelli normali o secche e Matte per pelli miste o grasse.
Quello che non mi piace di questo fondotinta è che, vista la pelle da molto vicino, il viso appare un pò impastato e i pori in evidenza,
poi, essendo polvere libera, è facile sparpagliarla e sporcare in giro.
Personalmente preferisco il pezzo forte dei cotti di Laura Geller: il Balance-n-Brighten nelle sue opzioni di tan, fair e nude.
Questo fondotinta, in verità creato in Italia ma ideato dalla make-up artist newyorkese, è senza parabeni o olii minerali, ma è arricchito
di sostanze naturali.
Io uso la versione nude, che accontenta un pò tutte le tipologie di pelle, ed effettivamente corregge le imperfezioni ed esalta
l'incarnato.

Ottimo secondo me è il Cover Foundation di Mally, perchè liscia ed uniforma l'incarnato tutto il giorno senza bisogno di ritocchi, oltre ad avere una simpatica confezione da tenere in borsa.
Di rado uso il Light as Air Liquid Foundation di Jemma Kidd, un fondo in tubo, di consistenza leggera, ma di buona copertura, che va steso col pennello o con le dita.
Esso è meno pratico dei prodotti americani sopracitati, facili e veloci da stendere ma convincenti anche per le donne più esigenti.


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Il camaleontico trench

Nei periodi di mezza stagione, anche se le mezze stagioni stabili non esistono più, una soluzione comoda, elegante, classica, passepartout: è il trench.
Il trench accoglie sotto il classico tubino, magari in lana, tanto confortevole in caso di pioggia, ma sempre formale, il jeans portato con una leggera dolcevita in cashmere o con una camicia a righe sottili bianco-rosa o bianco-azzurre, in modo più sportivo.
Personalmente io adoro il trench classico in popeline o cotone beige pesante, con chiusura a doppiopetto, a dieci bottoni e lungo spacco dietro, cinghiette sui polsini e sulle spalle, cintura da stringere in vita.
In tal modo esso mostra tutta la sua rispettabilità e la sua nobile origine dal cappotto dei soldati britannici della prima guerra mondiale.
Ma ancora oggi non disdegna di far trapelare tutto il fascino misterioso di un thriller alla Alfred Hitchcock.
Quando lo indossiamo, ci sentiamo un pò tutte Greta Garbo sotto la pioggia.
E i trench più belli e famosi sono quelli di Allegri e Burberry.
Il trench ci ripara dalla pioggia e dal vento primaverile, è vestibile dal mattino, per andare al lavoro, alla sera per recarsi ad una cena o ad un cocktail.
E' perfetto con un bello stivale alla cavallerizza, con una francesina che spunta dal pantalone, con le sneakers e i jeans, ma altrettanto con una decoltè a tacco alto.
Può diventare molto femminile se accompagnato da una borsa Chanel, ma quasi androgeno con una grintosa Gucci o elegante e basta con una Louis Vitton in damier.
Cosa volete di più?


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Come far durare il makeup tutto il giorno

Per le donne che sono solite truccarsi, è normale sacrificare tempo, armeggiando con pennelli, ombretti, fondotinta e rossetti, per uscire in ordine.
Il make up completa il look, dà sicurezza, ci fa sentire presentabili e in grado di affrontare la giornata.
Peccato che questa parte del look, la meno scontata e in fondo la più intima, nel corso della giornata, a causa del sudore, degli agenti atmosferici o inquinanti, dei nostri gesti, sia destinata a poco a poco a sciogliersi come neve al sole.
Se ci guardiamo allo specchio, dopo poche ore, l'ombretto non è più dove l'avevamo posto, la matita e il mascara sbavano, il fard si attenua, il fondotinta forma delle ombreggiature e il rossetto o il lucidalabbra spariscono.
Il peggio è quando le varie polveri si inseriscono nelle rughette: un vero disastro!
Come evitare questi inconvenienti?
Make up artist come Laura Geller o Mally si sforzano di creare un make up il più indelebile possibile, ma è comunnque molto difficile farlo rimanere indenne tutto il giorno.
Bisogna senz'altro usare degli stratagemmi.
La prima cosa è ancorare bene il fondotinta al primer, il quale impedisce alla pelle di berlo in fretta.
Ma anche le palpebre, il contorno occhi, l'arco sopraccigliare esterno ed interno, le labbra, vanno livellati e impermeabilizzati da primer e correttori.
Il brand che presenta una grande varietà di primer per zone poco estese è Urban Decay con la sua linea Primer Potion, dal suggestivo packaging che ricorda il vasellame delle antiche farmacie.
Il primer per occhi di Urban Decay presenta ben quattro nuance, a lunga durata, delle quali la più luminosa è il Greed.
Io sto usando attualmente la nuance Original, una lozione morbida, dal colore carne, che si stende bene sopra la palpebra e alle volte la uso anche come copriocchiaie.
A giorni proverò il Prime Brightening eyelid primer di bareMinerals, una base per ombretto illuminante, e che comunque dovrebbe essere a lunga durata.
Parere negativo debbo dare a lemon aid, il primer occhi di Benefit, troppo compatto per essere steso su una zona delicata come la palpebra e di un colore giallo che lascia un'ombra innaturale.
Incolore è Smudge Proof Eye shadow Base di Nars, una crema-polvere, che leviga e opacizza la palpebra; a me piace per esaltare i vivaci e brillanti colori degli ombretti di Nars, peccato che non duri a lungo.
Piacevole è la leggera lozione Lid Primer di Smashbox, brand avanzato nella sua tecnologia, da stendere picchiettando delicatamente per rendere la palpebra levigata, luminoso e durevole l'ombretto.
Noi scegliamo con cura il make up delle labbra: lipstick, gloss, opaco, luminoso, perlato, da giorno, da sera, da red carpet, ma ahimé, essendo posto sulle zone più sollecitate del viso, è anche il primo che ci abbandona.
Non poco i make up artist oggi si cimentano per trovare formule e soluzioni che rendano il colore più durevole sulle nostre labbra.
Mally promette che il suo lip gloss a penna, che fa da lipliner e da primer, oltre a far scintillare le labbra, duri tutto il giorno.
Interessante è il set di Mally che comprende una matita contorno e riempi labbra, declinata in quattro nuance a secondo del colore delle nostre mucose labiali, e un lip primer, morbida lozione gelatinosa che favorisce l'aderenza di questa matita e in seguito del lip.
Questo è uno dei set più efficaci che io possegga, per far durare il colore sulle labbra.
Jemma Kidd nel suo Masterclass Book insegna ad applicare correttore e matita contorno labbra anche all'interno del bordo labiale, per spianare le rughette e rendere il colore più durevole.
Abbastanza valido è anche il suo Jemma Kidd Lip Perfectore per uniformare bordi e mucose delle labbra e per accogliere il lip.
Mally e Nars fanno delle matite molto morbide che coprono le labbra idratandole e sopra di esse si può applicare anche il gloss, rendendo il colore più tenace e luminoso.
Daniel Sandler, guru britannico del make up, presenta la sua Magic Wand Line Smother, una matita base labbra invisibile, oil-free e contenente vitamine C e E, che oltre a tener fermo il lip, dà più volume alle labbra.
Gale Hayman, per le soluzioni semplici, ma con una qualità sempre al top e un tocco di chic hollywoodiano, presenta tre prodotti, che io indosso spesso l'uno sull'altro: Lip Lift, 4 K Gold Lipstick e Champagne Lip Glaze, in tal modo ottengo labbra perfettamente truccate, naturali e di una nuance durevole e molto raffinata.
Infine, tenere il lipstick indenne tutto il giorno senza ritoccarlo, secondo me, è impossibile.
La miglior soluzione è tenere in borsa un lipstick di un rosa naturale per i ritocchi.
E' questo l'unico attrezzo di make up che io porto sempre con me, oltre ad una polvere opacizzante, anch'essa ottima soluzione per rinfrescare in fretta il trucco.




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My celebrity bags

Il primo amore non si scorda mai.
E come dimenticare la borsa della mamma? E' sempre con lei quando esce, ha sempre il permesso di stare nella sua stanza, è alle volte generosa , si apre e la mamma ne estrae qualcosa per me, ma è anche misteriosa, nessuno può guardarci dentro all'infuori della mamma.
Non esisteva un film da bambini che mi interessasse, ma Mary Poppins mi catturò letteralmente.
Quante volte ho desiderato veder scendere dalle nuvole questa fata moderna colla sua borsa.
Ancora oggi ricordo quella meraviglia, un elegante borsone da viaggio in morbido tessuto canvas a fiori, che Mary Poppins apre energicamente e ne estrae tutto il suo necessario: una lunga piantana della cappelliera, una specchiera, una pianta, scarpe, vestiti e un centimetro magico.
Qui sta il fulcro della questione, il perchè la donna ama tanto le borse.
La borsa è la seconda casa della donna, la casa più intima e privata che l'accompagna ovunque.
Anche la manager rampante che gira il mondo, è sempre la regina del suo focolare.
Quando siamo attratti da una borsa, dopo uno sguardo all'esterno, ne esploriamo l'interno e mentalmente poniamo già dentro tutti i nostri oggetti più cari.
Non sono gli stessi atteggiamenti di quando visitiamo un alloggio in cui vorremmo andare ad abitare?
Al contempo la borsa è anche un simbolo femminista, è nostra e ce la gestiamo noi.
Di borse celebrities, amate, desiderate, imitate, omologate, indossate, ne esistono a bizzeffe, e ciascuna donna in genere ha le proprie.
Ricordo quando andai a New York city, mi fiondai nella Fifth Avenue a cercare la Botkier bag, citata come la miglior borsa da un saggio di Paola Jacobbi "Pazze per le borse"!.
Dopo lunghe e faticose ricerche accompagnate da "sorrisetti" degli amici, che pazientemente mi seguivano, ne trovai alcuni esemplari in store di secondo ordine: nulla di eccezionale, anzi una delusione.
In compenso mi imbattei nelle Jimmy Choo bags e fu amore a prima vista.
Da allora mi sono concessa due o tre "pazzie", ma le porto volentieri quando sono serena.
Un nostro fiore all'occhiello, le borse di Prada, opere d'arte del nostro artigianato, eleganti, classiche, robuste e ben rifinite nei dettagli, sono state una vera e propria mania qualche anno fa, tanto da parlare di donne "allo stato prado".
Le borse di Gucci, ad indossarle, mi fanno sentire come appartenente ad un club, in cui si riconoscono tutte le donne che "imbracciano" una Gucci.
Non ho mai capito il grande favore che riscuotono le borse di Louis Vitton, rigide e poi imitate a tal punto che ti sembra di avere un "tarocco", anche se porti un originale.
Ma senza andare nel Panteon delle icone, che sono tali anche perchè irragiungibili, ho notato valide borse, anche più abbordabili.
"I Santi" brand italiano, produce borse più che dignitose, dal pellame morbido, dalle finiture curate e dal prezzo contenuto.
Se vogliamo di nuovo volare in alto colla nostra vanità fino al lusso più sfrenato, come non ricordare le borse di Victoria Beckham, semplici, quasi liscie, essenziali, sofisticate, dai colori delicatissimi.
La sera tutto si trasforma, l'atmosfera si dilata, si fa magica se decidiamo di uscire, anche la borsa si trasforma, si rimpicciolisce, diventa pochette, rigida, scintillante, coperta di cristalli, un vero trionfo nella nostra mano.
Subito penso alla borsetta-gioiello di Givenchy, ricercata nella sua maglia metallizzata, nelle sue chiusure argentate e dorate, che si adagiano su preziosi broccati.
La pochette più curiosa è quella creata da John Galliano per Dior e chiamata Dietrich.
Nata proprio in omaggio della mitica Marlene Dietrich, fuori è bianca e nera con un sottile filo di perle, che la trasformano quasi in un vecchio film muto, dentro è tutta un raso drappeggiato, come il boudoir in cui l'attrice si esibiva, arredato di specchio per potersi specchiare l'intero viso.

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Correttori

I punti del nostro viso che non vogliamo valorizzare, non per questo vanno trascurati.
Occhiaie, discronie, brufoli, pori dilatati, rughette, vanno comunque trattati, uniformati al resto dell'incarnato.
Utili per queste funzioni sono i correttori.
Ne esistono in pasta, in polvere, in stick o in tubetti con pennello.
Un correttore importante è quello antiocchiaie, che deve uniformare ma non coprire la sottile zona perioculare inferiore, per questo va picchiettato leggermente e non spalmato sulle zone interessate.
Ognuno, provando un pò di proposte su questo articolo, deve trovare quella con cui si trova meglio.
Io mi trovo bene con Jemma Kidd-Kit pelle perfetta Mannequin, una tavolozza con riquadri di correttore, che al contatto col dito si trasforma in una leggera crema da picchiettare sulla pelle: il quadro verde serve per le zone arrossate o con couperose,dei due quadri, uno beige più scuro e l'altro beige più chiaro, leggermente perlescente, uso il primo come correttore antiocchiaie anti-imperfezioni, il secondo lo metto agli angoli degli occhi, delle narici o lungo le zone labiali, in fine quello giallo lo uso come primer sulla palpebra e sul dorso del naso.
Unico difetto è che questo prodotto dura poco.
Validi sono anche i correttori di Laura Geller: il concentrato The real deal concealer, declinato in tre nuances a secondo che la carnagione sia chiara, media o scura e il pratico Spackle trio base make-up occhi, labbra e viso con specchietto, tre prodotti in uno, la base del barattolo contiene il famoso Spackle Under Make-up Primer con una spatolina per l'applicazione, sopra troviamo il Lip & Eye Spackle, una base occhi beige chiaro e una base labbra beige più scuro.
Anche Mally ha due kit anti-imperfezioni tenaci, in ambedue i kit c'è sempre una polverina trasparente da dare per prima e un correttore in stick o in cialda che si "ancora" alla polverina per rimanere stabile tutto il giorno.
Nuovo e non ancora da me testato, è il correttore di Nars, uno stick cremoso e luminescente con vitamina E, di copertura resistente.
Attendo che mi arrivi il New Cid i-conceal, correttore in penna con dosatore, dal packaging molto confortevole e reputato prodotto valido.
Pratico all'uso sembrerebbe Smashbox 2 in 1 Concealer Duo, una matita in due varianti, a seconda che la carnagione sia più chiara o più scura, che asciutta copre le imperfezioni, colla punta bagnata si trasforma in correttore e fondotinta cremoso, il mio timore è che, in questo caso, l'effetto sia un pò polveroso.

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Dai, prova a farti un lifting.

Un passo molto importante nella realizzazione di un make up è mettere in evidenza i cosiddetti punti luce.
In fondo il trucco è proprio un gioco tra chiaro e scuro, tra luce e ombra, tra piani che si vogliono far risaltare e piani che si vogliono nascondere o mettere in secondo piano.
I punti luce canonici sono: aderente all'arcata sopraccigliare, sugli angoli esterni ed interni degli occhi, l'arco sopra lo zigomo che arriva alle tempie, gli angoli alla base delle narici, la fossetta centrale sotto le narici e sopra le labbra e la corrispondente sotto le labbra ( la Cupid's bow come la chiama Jemma Kidd nel suo Masterclass Book), il contorno superiore ed inferiore esterno alle mucose labiali, strategia questa per rendere le labbra più turgide.
Se il punto luce vuole mettere in evidenza, sottolineare una parte a scapito di un'altra, non deve necessariamente essere luminoso.
Esistono matite o stick color rosa tenue che sottolineano, senza dare lucidità.
Per anni ho usato la matita High Brow e lo stick Ooh la lift di Benefit Cosmetics, per "alzare le sopracciglie" o fare i punti luce ma in maniera mat, quando volevo un make up curato ma non troppo evidente, magari da giorno.
Oggi sto sperimentando la matita di Shavata, la maga britannica delle sopracciglie.
Nars ha una matita che dà un effetto leggermente perlescente ma discreto.
Tornando in campo britannico, un prodotto che amo e uso spesso é Dewy Glow All Radiance Creme di Jemma Kidd Make up School, una crema leggerissima ma idratante, che si stende con un dito e dona un velo di luce dorata dove si desidera.
Mi sembra anche che questo prodotto abbia vinto un importante premio in Inghilterra ed inoltre nella confezione ci sono chiare istruzioni di uso, come in tutti i prodotti della stessa linea.
Come al solito gli Americani hanno "attrezzi" facili da usare.
Mally presenta la sua Lightwand pencil, una penna che da una parte ha una punta lucidante e dall'altra una spugnetta illuminante, per crearsi occhi più giovani.
Più evidente l'effetto di Laura Geller, che illumina il viso e distende i tratti con Bakes Highlighter in Portofino, che io adoro.
Quando voglio correggere il mio trucco, applicato in fretta o voglio rinfrescarlo sempre in poco tempo, dò un tocco di bacchetta magica colla pratica Laura Geller Wonder Wand, luminescente in oro o argento.

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Dove siete andate a finire icone di stile?
Erano le prime puntate di Sex and the City trasmesse dalle emittenti italiane, occasionalmente la mia attenzione veniva attratta dagli inconcludenti discorsi di quattro emancipatissime amiche in una Manhattan frizzante e mondana.
Carrie Bradshaw e la sua Saddle BagIl contenuto e la trama di questi episodi erano volutamente poveri, ma il look delle quattro ragazze...wwoohh...fashion, trendy, sexy quanto basta.
In particolare Jessica Parker, la Carrie protagonista, portava due chicche da quattro palmenti.
Portava la Saddle bag di Christian Dior, una borsa a tracolla fatta a sella, di gran classe e ideale nella sua architettura da portare sotto la spalla.
Le realizzazioni di questa borsa erano in pelle per i look meno formali ed in tessuto elegantissimo, ma tutte perfette ad impersonare l'accessorio di punta per le newyorkesi più esigenti.
L'altra chicca, rara in Europa, e per questo intrigante, era la collezione delle mitiche calzature Manolo Blahnik, che a decine di paia Carrie custodiva nel suo disordinato armadio a vista.
Sculture su stiletti metallici, giravolte attorno alle caviglie, capitelli sul dorso del piede e archi a tutto sesto sul tallone sormontate da pietre brillanti o vivaci piumini: queste impressioni quasi barocche mi fecero tali scarpe, la prima volta che le incontrai in un famoso store sulla Fifth Avenue.
Mi comprai delle infradito di Manolo Blanhik, le più semplici ma molto raffinate, ancora oggi le conservo come reliquie, non le indosso quasi mai per non sciuparle.
Cercai le Manolo Blahnik a Parigi, invano....manco vidi le Loboutin!
Scovai a Londra, impegnandoci un pomeriggio, quella che era indicata come la sede europea delle Manolo.
Era soltanto una specie di outlet delle Manolo, un'accozzaglia di scarpe difettose e giacenze di magazzino.
Mitiche Manolo dove siete andate a finire?
Anche la Saddle bag, punta di diamante di John Galliano, sostituita e superata da mediocrità: dove sei andata a finire?

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Il Primer parte 2
Circa il Primer, mi sembra utile approfondire l'argomento, dal momento che il make up non è più concepito come un ornamento che copre il nostro viso, ma come qualcosa di curativo, un alleato della nostra pelle del viso, che lavora per migliorarla, rendendone i tratti più definiti e radiosi, ma in maniera assolutamente naturale.
E nel Primer gli Americani, oltre ad essere stati gli inventori, sono quelli che offrono la maggiore varietà, per risolvere i problemi delle varie tipologie di pelle.
Ed è quello che mi colpì della linea cosmetica americana Nars, che conobbi la prima volta che andai a New York city, mentre facevamo scorribande nei beauty stores nella Fifth Avenue.
Nars flagship store a New YorkLì le sale women non rimangono impettite dietro il bancone, ma prendono per un braccio il cliente, lo invitano a farsi truccare, a testare i prodotti.
E Nars, brand newyorkese e di grande effetto in profumeria per la sua completezza nel make up, non si risparmia nell'offrire Primer sempre più innovativi e specifici.
Il più famoso è Orgasm Illuminator, un prodotto che illumina la carnagione, dandole un velo di rosa brillante di carnagione ossigenata.
Esso ha la stessa nuance del lucidalabbra e del blush Orgasm, celeberrimi in America e Francia.
Oggi esso è superato da Primer di nuova generazione antiossidanti, antirritanti e antiinquinamento, che proteggono e lisciano la pelle.
Questi nuovi Primer sono concepiti ultraleggeri e allo stesso tempo cremosi al tatto e si intonano col colorito della pelle.
Io uso il Pro Primer in gel, che minimizza l'apparenza dei pori, opacizza la lucidità della zona T del viso, ma lascia la pelle fresca e idratata.

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Il Primer
Oggi voglio parlare della funzione del Primer nel make up. Di solito usiamo mettere il nostro fondotinta liquido o compatto direttamente sulla nostra crema idratante o comunque sopra il trattamento da giorno.
In realtà non è un gesto corretto, perchè in tal modo, il fondotinta e il conseguente ombretto vengono "mangiati" in fretta dalla pelle.
In conseguenza essi durano meno dopo l'applicazione, intasano i pori e si insinuano nelle rughette.
Il Primer è uno scudo tra la pelle idratata e il make up.
Esso uniforma ulteriormente l'incarnato, minimizza i pori dilatati, alle volte rende il viso più radiosoGamma degli Spackle di Laura Geller e mantiene il make up indenne per ore.
I primi ad usare il Primer sono stati i make up artist americani.
In particolare mi piace lo "Spackle" della newyorkese Laura Geller che, operando nell'ambito teatrale, aveva l'esigenza di far durare il trucco per molto tempo, anche sotto i riflettori.
Esso contiene estratti vegetali come centella asiatica, tè bianco e aloe vera, dunque fa bene alla pelle.
Esiste anche in versione luminosa color champagne, la mia preferita, e in versione abbronzata.
Ottimo anche il Primer della simpatica make up artist Mally. che si prende cura delle celebrities americane durante i red carpet.
E' un fluido molto morbido, che aderisce bene alla pelle, assicura una lunga durata del make up e minimizza i pori.

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